Gli albi illustrati sulle emozioni vengono spesso considerati semplici strumenti di intrattenimento, quando invece sono sussidi fondamentali per l’alfabetizzazione emotiva, in ambito scolastico e familiare.
In questo articolo proponiamo una panoramica sull’utilizzo di questi sussidi.
Albi illustrati sulle emozioni: il valore della narrazione per immagini
Nei primi anni di vita, i bambini vivono le emozioni come onde improvvise e travolgenti, che spesso non sanno spiegare. La sinergia tra testo e immagine degli albi offre al bambino uno spazio di mediazione: proiettando paure, rabbia o smarrimento sui personaggi della storia, il bambino prende le distanze dalla esperienza, imparando a osservarla con sicurezza e senza sentirsi giudicato.
Leggere una storia insieme offre al bambino un modo semplice e sicuro per dare un nome a quello che prova. Guardando i disegni e seguendo le avventure dei personaggi, il bambino capisce di non essere l’unico a sentirsi in quel modo. Non deve parlare direttamente di sé: può dire “il mostriciattolo ha paura” per iniziare a comprendere la propria paura.
Di seguito tre esempi di albo illustrato per l’educazione emotiva.
“Sono io il più forte”
Questo celebre albo illustrato racconta la storia del lupo vanitoso che cerca conferme dai personaggi del bosco, aprendo la strada a discussioni sull’arroganza, sulla vulnerabilità e sul rispetto dell’altro. Le immagini espressive facilitano l’immedesimazione, trasformando la lettura condivisa in un momento di integrazione emotiva.

Sono io il piu forte – Borgione
“La storia del Bianconiglio”
Un racconto delicato ed efficace per affrontare con i più piccoli i temi della paura, della sicurezza di sé e dell’inclusione. Attraverso le vicende del coniglietto alle prese con i propri timori e con gli ostacoli del mondo esterno, l’albo offre uno specchio rassicurante in cui i bambini possono riconoscere le proprie fragilità senza sentirsi giudicati. La narrazione accompagna la sezione verso l’empatia e la cooperazione tra pari.

La storia del Bianconiglio – Borgione
“Che rabbia!”
Un grande classico della letteratura per l’infanzia: la personificazione della rabbia sotto forma di un mostro rosso che esce dal corpo permette di rendere visibile un sentimento spesso spaventoso e difficile da verbalizzare. La lettura offre spunti concreti per creare strategie d’autoregolazione e spazi di decompressione in aula.

Che rabbia – Borgione
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Il ruolo dell’adulto
Accompagnare i bambini alla scoperta delle proprie emozioni spesso richiede uno spazio speciale: un “angolo delle storie”, al riparo dalle distrazioni quotidiane, dove la lettura condivisa diventa un rito di calma e fiducia.
In questo contesto, il ruolo dell’adulto è quello di una guida discreta. Piuttosto che spiegare la morale di una storia o giudicare i comportamenti dei personaggi, chi legge aiuta i bambini a riflettere ponendo domande aperte, come: “Secondo voi come si sente adesso il protagonista?” oppure “Vi è mai capitato di provare la stessa cosa?”. Questo approccio lascia ciascuno libero di esprimersi senza la paura di dare la risposta “sbagliata”.
Osservare le reazioni del gruppo, gli sguardi tra compagni e le risposte di ciascuno offre ai genitori e a chi educa una visione d’insieme sulla maturità emotiva e sulle relazioni dei bambini. È proprio attraverso questo ascolto genuino che si rafforza una solida partnership educativa, costruita giorno dopo giorno per sostenere i più piccoli nel viaggio alla scoperta di sé.

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